La gatta sul tetto che scotta
di Tennessee Williams
Appendice ideale della trilogia cechoviana diretta da Leonardo Lidi, questa nuova produzione celebra il legame poetico tra la drammaturgia del maestro russo e quella dell’americano Tennessee Williams e si configura come un ulteriore passo in avanti nell’esplorazione dell’animo umano e dei suoi travestimenti. Passato e futuro, identità sessuale e famiglia tradizionale, una donna che finge di essere madre, un uomo che finge di essere eterosessuale: La gatta sul tetto che scotta è un drammatico presepe vivente dove tutti i personaggi sono mascherati da qualcosa che non vorrebbero essere.
La gatta sul tetto che scotta
di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
con Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo e Nicolò Tomassini
regia Leonardo Lidi
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici
assistente regia Alba Maria Porto
seconda assistente regia Letizia Bosi
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
DATE 2025
TEATRO CARIGNANO, TORINO
29 apr – 11 mag 25 | Prima nazionale
Tournée 2025/2026
Novembre 2025 – Febbraio 2026
Approfondimenti
Note di regia
“(…) Ora torno a Williams per lasciare Čechov senza lasciarlo, perché credo che sia l’autore più utile a comprendere l’importanza dell’analisi della società attraverso la lente famigliare. Williams utilizza il ridicolo (e quindi ecco il perché dei miei clown tristi) per raccontare la tradizionale famiglia americana del Sud, la sua incapacità di avanzare, ferma in un ricordo, pronta a distruggere pulsioni sessuali “nocive” e a nascondere tutta la polvere della società occidentale sotto il tappeto. Il primo testo è dunque La gatta sul tetto che scotta nella nuova traduzione di Monica Capuani. È un testo che, film a parte, non ha avuto grande fortuna in Italia, e non è nemmeno uno di quei testi che vediamo spesso nelle stagioni teatrali, forse proprio per le controversie attorno al copione. Williams infatti, furibondo con i suoi contemporanei che l’hanno messo in scena e portato a Hollywood tradendo totalmente il messaggio e la natura del testo, decise di riscriverlo in una versione incontrastabile, una versione cruda, piena di volgarità e accuse, per dipingere il ridicolo “presepe vivente” che lo feriva tanto. È un testo che grida vendetta e anche verità.”
(Leonardo Lidi)
