Amleto
di William Shakespeare
Amleto
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Diego Pleuteri
con (in o.a.) Alfonso De Vreese, Ilaria Falini, Christian La Rosa, Rosario Lisma, Nicola Pannelli, Mario Pirrello, Giuliana Vigogna
regia Leonardo Lidi
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici
cura movimenti scenici Riccardo Micheletti
puppets Damiano Augusto Zigrino e Silvia Fancelli
regista assistente Alba Porto · assistente regia Eleonora Bentivoglio
assistente scene Nathalie Deana
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
DATE 2025
TEATRO CARIGNANO, TORINO
6 – 26 ottobre 25 | Prima nazionale
Approfondimenti
Note di regia
“(…) Per la regia di una tragedia come questa, per costruire una macchina teatrale così impegnativa, avevo bisogno di sentirmi a casa, in famiglia. Ci ho messo un anno, prima di ritrovarmi su questo palco con chi ho scelto per interpretare i vari personaggi – Mario Pirrello, Nicola Pannelli, Rosario Lisma, Ilaria Falini, Giuliana Vigogna, Christian La Rosa e Alfonso De Vreese, tutti attori che hanno già lavorato con me in passato a eccezione di Lisma. Amleto è un testo che ho continuato ad analizzare e studiare fin da quando l’ho interpretato con la regia di Valter Malosti: si può dire che sia rimasto in latenza nel corso del mio lavoro. Per trovare la giusta sintesi drammaturgica per metterlo in scena è servito un anno, un periodo nel corso del quale io e Diego Pleuteri lo abbiamo studiato ancora più a fondo per adattarlo. E come accade sempre quando si affronta un classico, c’era e c’è in me lo spettatore. Da studente ho avuto modo di vedere tante versioni della tragedia, a cominciare da quelli di Thomas Ostermeier e di Peter Brook. In realtà l’Amleto è stato il banco di prova per i registi del Novecento: da come mettevano in scena la loro versione del dramma di Shakespeare capivi qual era la loro poetica, la loro idea di teatro. Così come Amleto si trova a dialogare con lo spettro del padre, anch’io mi sono confrontato con le figure dei grandi registi del passato.”
(Leonardo Lidi)
